Il perchè di un... "arrivederci".

Ieri sera, 12 novembre 2013, ho formalizzato al Consiglio del lavoro in acqua il mio “disimpegno” dai ruoli che ricoprivo all’interno della SAT. Era molto che ci pensavo, avevo già portato a conoscenza del resp. Nazionale questa mia decisione ed ora, a stagione finita l’ufficialità. Sono da tanti anni dentro la SAt e di cose molto buone ne abbiamo fatte. Abbiamo tolto i collari a strozzo, abbiamo tolto i galleggianti negli imbraghi, abbiamo aperto a tutte le razze, abbiamo redatto un regolamento che a mio avviso è uno dei più completi e tecnici in giro per l’Europa. Abbiamo creato un percorso per divenire figuranti ufficiali e per diventare giudice di gare. C’e’ ancora del lavoro da fare, ma credo che le fondamenta siano già state ben segnate e il solco tracciato possa essere seguito. Tutto quello che ho fatto, che ho proposto e che ho contribuito a realizzare lo devo in buona sostanza a Giorgio e Francesca, che qualche anno fa, non sapendo chi fossi e da dove venissi, si sono fidati di me ed insieme facendoci veramente un culo così siamo migliorati, cresciuti e da brevetti con 5 cani in 4 livelli siamo arrivati a brevetti con 30 o 40 binomi. Il giudicare, l’organizzare il metterci sempre la faccia non mi ha mai creato problemi, ma da almeno un anno, un anno e mezzo a questa parte io non mi diverto più a farlo. E fare una cosa senza divertirmi non è nel mio dna. Cerco sempre di spiegare il perché di un giudizio, il perché di una decisione, di consigliare nel limite del possibile ma credo che ormai questa disciplina abbia avuto uno sviluppo tale, troppo veloce che in giro ci sono più istruttori -con rispettivi allievi- che cani. Istruttori o presunti tali e persone che si sono da poco approciate alla disciplina senza un minimo di base, senza un minimo di conoscenza e preparazione ma, e questo è il “dramma”, senza un minimo di esperienza di gare. Passerò per gradasso ma non mi importa… io non posso perder tempo dietro questa gente, non posso e non ho voglia di sottrarre tempo al mio cane per gente che non ascolta, che ha sempre e solo ragione, che vuole solo la pappa pronta e che apre la bocca solo per lamentarsi per offendere e per "vigliaccamente" attaccare alle spalle senza mai dire un "GRAZIE" o riconoscere i propri errori o le proprie mancanze. Gente che non segue le regole, gente che fa ciò che vuole senza rispetto e senza educazione. Non ne ho più voglia... ed è per questo che per almeno tutto il prossimo anno ho deciso di “staccare” di dedicarmi esclusivamente alle "mie" gare all’estero e di seguire quella formazione e quel percorso  “esterofilo” dal quale deriva la mia Cultura sportiva... Cultura, parola che per troppe persone… non significano un cazzo.

Come sottolineato a Giorgio e Francesca, non scompaio, mi metto un po’ da parte… questo è un “arrivederci”.